Cooperazione a livello europeo

Osservazioni generali

La BCE è un’istituzione dell’Unione europea, ma tenuto conto dell’indipendenza di cui gode e delle sue specifiche competenze, occupa una posizione particolare nel quadro istituzionale dell’UE.

Il Trattato sul funzionamento dell’Unione europea (TFUE) assegna un chiaro mandato alla BCE, il mantenimento della stabilità dei prezzi (politica monetaria), nonché una serie di altri compiti (funzioni della BCE). Per l’assolvimento del mandato e dei compiti ad essa attribuiti, il Trattato accorda alla BCE piena indipendenza da interferenze politiche (indipendenza). L’indipendenza e la competenza esclusiva della BCE di definire e condurre la politica monetaria hanno implicazioni per la natura dei suoi rapporti con gli altri organi responsabili delle politiche economiche che non possono spingersi oltre un dialogo non vincolante.

In pratica la BCE mantiene relazioni strette con altri organi dell’UE e dell’area dell’euro tramite diversi canali, sia sul piano delle politiche che a livello tecnico. Il dialogo regolare tra la BCE e gli altri soggetti responsabili delle politiche economiche, come pure le parti sociali, offre alla BCE l’opportunità di acquisire informazioni e indicazioni e spiegare le decisioni di politica monetaria; permette inoltre alle sue controparti di comprendere meglio gli interventi della BCE e il modo in cui le loro stesse azioni si ripercuotono sul processo di formazione dei prezzi. Questa interazione migliora il flusso di informazioni, promuove la reciproca comprensione delle varie opinioni in materia di politica economica e consente un dialogo su questioni di comune interesse, nella piena osservanza delle rispettive mansioni.

Inoltre, per i compiti in cui la BCE condivide le competenze con altre istituzioni od organi dell’UE (ad esempio in campo statistico), il Trattato prevede esplicitamente la cooperazione tra la BCE e le istituzioni o gli organi interessati. La BCE partecipa anche al processo legislativo (articolo 282, paragrafo 5, del TFUE) formulando pareri su proposte di disposizioni normative dell’UE o nazionali di pertinenza del SEBC (pareri della BCE). Inoltre, in determinati casi può proporre atti normativi dell’UE o assumere la funzione di legislatore dell’UE (quadro normativo della BCE).

Ulteriori informazioni sono reperibili nell’articolo Le relazioni della BCE con le istituzioni e gli organi dell’Unione europea: evoluzione e prospettive, nel numero di gennaio 2010 del Bollettino mensile (disponibile in italiano sul sito Internet della Banca d’Italia).

Relazioni con il Consiglio europeo, il Consiglio dell’UE, l’Eurogruppo e i comitati preparatori

L’articolo 284 del TFUE prevede che il Presidente della BCE partecipi alle riunioni del Consiglio dell’UE (solitamente il Consiglio dei ministri economici e finanziari degli Stati membri dell’UE, Ecofin) quando si discutono argomenti connessi agli obiettivi e ai compiti del SEBC. Il Consiglio Ecofin è il centro di coordinamento delle politiche economiche degli Stati membri. Oltre agli incontri mensili formali, si riunisce anche informalmente ogni sei mesi in composizione allargata, con i governatori delle banche centrali nazionali del SEBC. Anche il Presidente e il Vicepresidente della BCE assistono a queste riunioni, che offrono l’occasione di intrattenere un dialogo franco e aperto.

Il Presidente della BCE è invitato regolarmente alle riunioni dell’Eurogruppo, incontri mensili informali dei ministri finanziari dei paesi dell’area dell’euro a cui partecipa anche il Commissario per gli affari economici e monetari, per discutere “questioni attinenti alle responsabilità specifiche da essi condivise in materia di moneta unica” (articolo 1 del Protocollo sull’Eurogruppo, allegato al Trattato di Lisbona).

I rapporti della BCE con le altre istituzioni dell’UE si sono intensificati nel corso del tempo e soprattutto dopo la crisi economica e finanziaria. Ad esempio, il Presidente della BCE assiste alle sedute del Consiglio europeo, nonché agli incontri a livello di capi di Stato o di governo dei paesi dell’area dell’euro quando vengono affrontate questioni rilevanti, come la risposta dell’UE alla crisi.

Fra le tante iniziative volte a rafforzare la dimensione dell’area dell’euro nel coordinamento delle politiche economiche, i leader dell’area hanno convenuto di riunirsi almeno due volte l’anno in un “Vertice euro”, per formulare orientamenti strategici sulle politiche economiche e di bilancio nell’area. In considerazione del ruolo centrale svolto dall’Eurogruppo, dalla Commissione e dalla BCE nella gestione corrente dell’area dell’euro, si è deciso inoltre di tenere incontri, quanto meno mensili, fra i presidenti del Vertice euro, della Commissione, dell’Eurogruppo e, facoltativamente, della BCE (dimensione dell’area dell’euro nel coordinamento delle politiche economiche).

La BCE partecipa inoltre agli incontri degli organi che preparano le suddette riunioni sul piano delle politiche. In particolare, la BCE è membro statutario del Comitato economico e finanziario, il CEF, (articolo 134, paragrafo 2, del TFUE), composto da rappresentanti di alto livello dei ministeri delle finanze e delle banche centrali dei paesi dell’UE, nonché da alti funzionari della Commissione; inoltre la BCE svolge un ruolo cardine nei preparativi per le sedute del Consiglio Ecofin. La BCE prende parte anche alle riunioni del CEF nella composizione dei paesi dell’area, il cosiddetto Gruppo di lavoro dell’Eurogruppo, di cui prepara gli incontri. Inoltre, la BCE segue le riunioni del Comitato di politica economica (CPE), altro organo consultivo dell’Unione che contribuisce alla preparazione dei lavori del Consiglio Ecofin, in stretta collaborazione con il CEF, concentrandosi specificamente sulle politiche strutturali.

Per converso, il Trattato stabilisce che i responsabili delle politiche dell’UE possano assistere, senza diritto di voto, alle riunioni del Consiglio direttivo della BCE. In base all’articolo 284 del TFUE, il Presidente del Consiglio dell’UE (e un membro della Commissione europea, cfr. di seguito) possono prendere parte alle sedute del Consiglio direttivo e sottoporre mozioni per delibera (nella pratica è il presidente dell’Eurogruppo che partecipa in vece del Presidente del Consiglio dell’UE).

Relazioni con la Commissione europea

La Commissione europea, investita della funzione di guardiano dei Trattati e del potere di iniziativa legislativa per l’UE, rappresenta un altro interlocutore importante della BCE. Il dialogo tra le due istituzioni è particolarmente rilevante alla luce del ruolo fondamentale svolto dalla Commissione europea nel coordinamento delle politiche economiche e del fatto che ad essa sono affidati diversi compiti specifici connessi all’UEM (come seguire gli andamenti di bilancio e gli squilibri macroeconomici e riferirne al Consiglio dell’UE, nonché valutare il grado di convergenza negli Stati membri dell’UE con deroga). Infine, la Commissione è incaricata di assicurare che le regole comuni dell’UE siano correttamente applicate e, se necessario, ricorre a tal fine alla Corte di giustizia dell’UE.

Il Commissario per gli affari economici e monetari e l’euro, che riveste la carica di Vicepresidente della Commissione, può assistere alle sedute del Consiglio direttivo della BCE, ma senza diritto di voto. Nel contesto delle riunioni tra gli organi dell’UE e dell’area dell’euro possono avere luogo ulteriori incontri a cui prendono parte sia la Commissione sia la BCE. Le due istituzioni hanno inoltre sviluppato intensi rapporti di lavoro e un’ampia varietà di contatti, periodici o puntuali, a livello operativo (ad esempio nei settori delle statistiche e dei sistemi di pagamento).

Contatti con il Parlamento europeo

In una società democratica l’indipendenza politica è accompagnata dall’obbligo di rendere conto del proprio operato. Nel rispetto di tale principio, la BCE è tenuta a dimostrare che agisce nei limiti delle attribuzioni che le sono conferite dai Trattati. La BCE deve rendere conto in primo luogo al Parlamento europeo, eletto direttamente dai cittadini dell’UE. Ulteriori informazioni su come la BCE soddisfi tali obblighi sono disponibili in un’apposita sezione sulla responsabilità per il proprio operato.

Il Parlamento europeo è inoltre coinvolto nella procedura di nomina dei membri del Comitato esecutivo della BCE e viene pertanto consultato in merito ai candidati proposti su raccomandazione del Consiglio dell’UE (articolo 283, paragrafo 2, del TFUE).

Contatti con le parti sociali dell’UE

La BCE mantiene contatti anche con le parti sociali dell’UE, in particolare nel contesto del cosiddetto dialogo macroeconomico, istituito dal Consiglio europeo nel giugno 1999. Il dialogo macroeconomico offre alla BCE l’occasione di spiegare l’evoluzione della sua politica e, quindi, di contribuire ad ancorare le aspettative di inflazione e di ottenere dalle parti sociali informazioni dirette su temi di interesse comune.

Ruolo della BCE nella nuova architettura per la vigilanza finanziaria

La BCE ha sostenuto con forza le iniziative volte a istituire un quadro di regolamentazione e vigilanza più coerente tra gli Stati membri, in particolare attraverso la creazione delle tre autorità europee di vigilanza (AEV) e del Comitato europeo per il rischio sistemico (CERS). In base alla legislazione adottata dal Parlamento europeo e dal Consiglio dell’UE, la BCE è incaricata di assicurare la funzione di segretariato per il CERS e, quindi, di assisterlo con supporto analitico, amministrativo e logistico.

Maggiori informazioni sono consultabili nel sito Internet del CERS.

Ruolo della BCE nell’assetto per la gestione delle crisi

La BCE partecipa alle operazioni del Meccanismo europeo di stabilizzazione finanziaria (MESF), della European Financial Stability Facility (EFSF) e del futuro Meccanismo europeo di stabilità (MES), in ambiti quali l’analisi di sostenibilità del debito, la preparazione dei programmi di risanamento macroeconomico per gli Stati membri che richiedono sostegno finanziario e la verifica dell’attuazione del programma, nonché in veste di agente per le attività svolte dall’EFSF nel mercato secondario (per ulteriori informazioni cfr. l’assetto per le politiche economiche nell’UEM).

Altri contatti

La gestione finanziaria e l’integrità della BCE sono soggette a esame. Lo Statuto del SEBC e della BCE prevede due livelli di controllo esterno: da un lato, un revisore esterno indipendente è incaricato di verificare il bilancio della BCE (articolo 27.1 dello Statuto del SEBC); dall’altro, la Corte dei conti europea esamina l’efficienza operativa della gestione della BCE (articolo 27.2 dello Statuto del SEBC). La BCE rientra inoltre nel regime antifrode istituito dall’UE (cfr. corporate governance).

Come tutte le altre istituzioni dell’UE, la BCE è soggetta alla giurisdizione della Corte di giustizia dell’UE.