Opzioni di ricerca
Home Media Facciamo chiarezza Studi e pubblicazioni Statistiche Politica monetaria L’euro Pagamenti e mercati Lavorare in BCE
Suggerimenti
Ordina per

Il tasso di interesse negativo della BCE

12 giugno 2014 (aggiornato il 25 agosto 2021)

Il nostro compito è mantenere stabili i prezzi. Per raggiungere questo obiettivo perseguiamo un tasso di inflazione del 2% a medio termine. Come la maggior parte delle banche centrali, influenziamo l’inflazione fissando i tassi di interesse. Se la banca centrale vuole contrastare un’inflazione troppo elevata, in genere incrementa i tassi rendendo più costoso il credito e quindi più appetibile il risparmio; per affrontare un livello di inflazione troppo basso riduce invece i tassi di interesse.
Poiché ci si attende che nell’area dell’euro l’inflazione si attesti su livelli considerevolmente inferiori al 2% per un prolungato periodo di tempo, il Consiglio direttivo della BCE ha giudicato necessario ridurre i tassi di interesse. La BCE dispone di tre tipi di tassi fondamentali sui quali può intervenire: il tasso sulle operazioni di rifinanziamento marginale applicabile ai prestiti overnight concessi alle banche, quello sulle operazioni di rifinanziamento principali e quello sui depositi presso la banca centrale. Il tasso di rifinanziamento principale rappresenta il tasso al quale le banche possono regolarmente finanziarsi presso la BCE, mentre il tasso sui depositi è quello che le banche ricevono sui fondi collocati presso la banca centrale. Tutte e tre i tassi sono stati ridotti. Questo intervento sui tassi è una delle misure concepite per assicurare la stabilità dei prezzi nel medio periodo, condizione necessaria per una crescita sostenibile nell’area dell’euro.

Dovrò ora pagare la mia banca affinché costudisca i miei risparmi? Come saranno influenzati i miei risparmi dal tasso negativo sui depositi?

Certo, le banche commerciali potranno scegliere di ridurre i tassi di interesse applicati ai risparmiatori e alcune trasmettono i tassi negativi applicandoli ai depositi di importo elevato della clientela. Al tempo stesso, tuttavia, sarà più conveniente per consumatori e imprese assumere prestiti e ciò contribuirà a stimolare la ripresa economica.
In un’economia di mercato la remunerazione del risparmio risulta dall’interazione fra domanda e offerta. I tassi di interesse a lungo termine sono bassi, ad esempio, se la crescita è debole e il rendimento del capitale è modesto. Di fatto, le decisioni sui tassi di interesse adottate dalla BCE finiranno per avvantaggiare i risparmiatori poiché, sostenendo la crescita, creano un clima in cui i tassi di interesse si potranno gradualmente riportare su livelli più elevati.

Ma perché penalizzare i risparmiatori e premiare i debitori?

Il compito principale di una banca centrale è rendere più o meno appetibile per famiglie e imprese detenere risparmi o assumere prestiti, ma questo non si decide nell’ottica di punire o premiare determinati soggetti. Riducendo i tassi di interesse e rendendo quindi meno vantaggioso il risparmio e più conveniente il credito, la banca centrale incoraggia la spesa e l’investimento. Se, al contrario, la banca centrale incrementa i tassi di interesse, in termini aggregati l’incentivo si sposta verso il risparmio a scapito della spesa e ciò può contribuire a raffreddare un’economia colpita da inflazione elevata. Non si tratta di un comportamento specifico della BCE, bensì proprio di tutte le banche centrali.

Non è possibile per le banche evitare il tasso negativo sui depositi? Ad esempio, non basterebbe loro detenere più banconote?

Se una banca detiene fondi in eccesso rispetto all’obbligo di riserva e non è disposta a erogare prestiti ad altre banche commerciali, le si prospettano due sole opzioni: detenere i fondi su un conto presso la banca centrale oppure in contanti. Neppure quest’ultima soluzione è tuttavia esente da costi: per custodire il contante la banca dovrebbe, fra l’altro, disporre di una struttura di massima sicurezza. È quindi improbabile che una banca consideri questa possibilità; l’esito più verosimile è che opti per l’erogazione di prestiti interbancari oppure si faccia carico del tasso di deposito negativo.

Aggiornato ad agosto 2021 per tenere conto dell’esito del riesame della strategia nel 2020-2021.