Dichiarazione introduttiva alla conferenza stampa

Mario Draghi, Presidente della BCE,
Vítor Constâncio, Vicepresidente della BCE,
Francoforte sul Meno, 19 gennaio 2017

Signore, Signori,

desidero anzitutto porgere i miei auguri di Buon Anno. È con grande piacere che insieme al Vicepresidente vi do il benvenuto a questa conferenza stampa. Vi esponiamo ora gli esiti della riunione odierna del Consiglio direttivo.

Sulla base della consueta analisi economica e monetaria abbiamo deciso di lasciare invariati i tassi di interesse di riferimento della BCE. Seguitiamo ad attenderci che rimangano su livelli pari o inferiori a quelli attuali per un prolungato periodo di tempo, ben oltre l’orizzonte dei nostri acquisti netti di attività. Quanto alle misure non convenzionali di politica monetaria, confermiamo che continueremo a condurre gli acquisti nell’ambito del programma di acquisto di attività (PAA) all’attuale ritmo mensile di 80 miliardi di euro sino alla fine di marzo 2017 e che da aprile intendiamo proseguire gli acquisti netti a un ritmo mensile di 60 miliardi di euro sino alla fine di dicembre 2017 o anche oltre se necessario, e in ogni caso finché il Consiglio direttivo non riscontrerà un aggiustamento durevole dell’evoluzione dei prezzi, coerente con il proprio obiettivo di inflazione. Contestualmente agli acquisti netti sarà reinvestito il capitale rimborsato sui titoli giunti a scadenza acquistati nel quadro del PAA.

Inoltre il Consiglio direttivo ha oggi definito ulteriori dettagli concernenti le modalità di acquisto, da parte dell’Eurosistema, di attività con rendimento inferiore al tasso di interesse sui depositi presso la banca centrale nel quadro del programma di acquisto per il settore pubblico. Quanto stabilito al riguardo verrà comunicato con un apposito comunicato stampa che sarà pubblicato alle ore 15.30 (ora dell’Europa centrale).

Le decisioni di politica monetaria assunte a dicembre 2016 sono riuscite a preservare le condizioni di finanziamento molto favorevoli che sono necessarie per assicurare una convergenza durevole dei tassi di inflazione verso livelli inferiori ma prossimi al 2% nel medio termine. Le condizioni di prestito a famiglie e imprese continuano a beneficiare della trasmissione delle nostre misure. In linea con le aspettative, di recente l’inflazione complessiva ha mostrato un incremento, ampiamente riconducibile agli effetti base sui prezzi dei beni energetici, ma le spinte inflazionistiche di fondo restano moderate. Il Consiglio direttivo continuerà a guardare al di là delle variazioni del tasso di inflazione misurato sullo IAPC, se giudicate temporanee e senza implicazioni per le prospettive per la stabilità dei prezzi a medio termine.

Serve un grado molto elevato di accomodamento monetario per consentire l’accumularsi di pressioni sui prezzi nell’area dell’euro e sostenere l’inflazione complessiva nel medio periodo. Se necessario per il conseguimento del suo obiettivo, il Consiglio direttivo agirà ricorrendo a tutti gli strumenti disponibili nell’ambito del suo mandato. In particolare, se le prospettive diverranno meno favorevoli o se le condizioni finanziarie risulteranno incoerenti con ulteriori progressi verso un aggiustamento durevole del profilo dell’inflazione, siamo pronti a incrementare il nostro programma di acquisto di attività in termini di entità e/o durata.

Passo ora a illustrare in maggior dettaglio la nostra valutazione, iniziando dall’analisi economica. Nel terzo trimestre del 2016 il PIL in termini reali dell’area dell’euro è aumentato dello 0,3% sul periodo precedente, dopo avere registrato un tasso analogo nel secondo trimestre. I dati più recenti, soprattutto i risultati delle indagini congiunturali, segnalano una crescita in certa misura più vigorosa nell’ultimo trimestre dello scorso anno. In prospettiva, ci attendiamo che l’espansione economica si consolidi ulteriormente. La trasmissione delle nostre misure di politica monetaria sostiene la domanda interna e agevola il processo di riduzione della leva finanziaria in atto. Le condizioni di finanziamento molto favorevoli e il miglioramento della redditività delle imprese continuano a promuovere la ripresa degli investimenti. In aggiunta, la crescita durevole dell’occupazione, che beneficia anche delle passate riforme strutturali, fornisce sostegno ai consumi privati attraverso gli aumenti del reddito disponibile reale delle famiglie. Al tempo stesso, pervengono segnali di un certo rafforzamento della ripresa mondiale. Tuttavia, l’espansione economica dell’area dell’euro sarebbe frenata dalla lenta attuazione delle riforme strutturali e dagli ulteriori aggiustamenti dei bilanci in alcuni settori. I rischi per le prospettive di crescita dell’area restano orientati verso il basso e sono connessi principalmente a fattori globali.

Secondo l’Eurostat, nell’area dell’euro l’inflazione sui dodici mesi misurata sullo IAPC è salita marcatamente dallo 0,6% di novembre 2016 all’1,1% di dicembre. Questa evoluzione riflette soprattutto il forte incremento sui dodici mesi della componente relativa all’energia, mentre non vi sono ancora segnali convincenti di una tendenza al rialzo dell’inflazione di fondo. In prospettiva, sulla base delle quotazioni correnti dei contratti future sul petrolio, è probabile che l’inflazione complessiva salga ancora nel breve termine, riflettendo in prevalenza l’andamento del tasso di variazione sui dodici mesi dei prezzi dell’energia. Tuttavia, le misure dell’inflazione di fondo dovrebbero aumentare più gradualmente nel medio periodo, sostenute dalla nostra politica monetaria, dalla prevista ripresa dell’economia e dalla corrispondente progressiva riduzione della capacità produttiva inutilizzata.

Passando all’analisi monetaria, l’aggregato monetario ampio (M3) continua ad aumentare a un ritmo sostenuto, registrando un tasso di incremento sui dodici mesi del 4,8% a novembre 2016, dopo il 4,4% di ottobre. Come nei mesi precedenti, l’espansione di M3 è stata principalmente sospinta dalle componenti più liquide, con un incremento sui dodici mesi dell’aggregato monetario ristretto (M1) dell’8,7% a novembre dall’8,0% di ottobre.

La dinamica dei prestiti segue il percorso di graduale ripresa osservato dagli inizi del 2014. Il tasso di crescita sui dodici mesi dei prestiti alle società non finanziarie è passato dal 2,1% al 2,2% fra ottobre e novembre 2016, mentre quello dei prestiti alle famiglie dall’1,8% all’1,9%. Sebbene l’evoluzione del credito bancario continui a riflettere, con il consueto scarto temporale, la sua relazione con il ciclo economico, nonché il rischio di credito e gli aggiustamenti in corso nei bilanci dei settori finanziario e non finanziario, le misure di politica monetaria attuate da giugno 2014 sostengono in maniera significativa le condizioni di prestito per famiglie e imprese e quindi i flussi di credito nell’intera area dell’euro. L’indagine sul credito bancario condotta nell’area per il quarto trimestre del 2016 indica una generale stabilizzazione dei criteri di concessione del credito alle imprese e un protratto forte incremento della domanda di prestiti per tutte le tipologie.

In sintesi, la verifica incrociata degli esiti dell’analisi economica con le indicazioni derivanti dall’analisi monetaria ha confermato la necessità di preservare il grado molto elevato di accomodamento monetario per assicurare un ritorno durevole dell’inflazione verso livelli inferiori ma prossimi al 2% senza indebito ritardo.

La politica monetaria si incentra sul mantenimento della stabilità dei prezzi nel medio periodo e il suo orientamento accomodante sostiene l’attività economica. Per fruire appieno dei benefici derivanti dalle nostre misure di politica monetaria, le altre politiche devono fornire un contributo molto più decisivo, sia a livello nazionale sia su scala europea. L’attuazione delle riforme strutturali va considerevolmente accelerata per rafforzare la capacità di tenuta, ridurre la disoccupazione strutturale e rilanciare gli investimenti, la produttività e la crescita del prodotto potenziale nell’area dell’euro. Le riforme strutturali sono necessarie in tutti i paesi dell’area. In particolare, sono indispensabili per migliorare il contesto in cui operano le imprese assicurando, fra l’altro, infrastrutture pubbliche adeguate. Inoltre, rivestono importanza prioritaria il rafforzamento delle attuali iniziative di investimento, i progressi compiuti nell’unione dei mercati dei capitali e le riforme che miglioreranno la risoluzione dei crediti deteriorati. Le politiche di bilancio dovrebbero inoltre favorire il recupero dell’economia, pur restando aderenti alle regole sui conti pubblici dell’Unione europea. La piena e coerente attuazione del Patto di stabilità e crescita, nel tempo e nei diversi paesi, resta cruciale per assicurare la fiducia nel quadro di riferimento per le finanze pubbliche. Allo stesso tempo è essenziale che tutti i paesi intensifichino gli sforzi tesi a conseguire una composizione delle politiche di bilancio più favorevole alla crescita.

Siamo ora a disposizione per rispondere alle vostre domande.

Per l’esatta formulazione del testo approvato dal Consiglio direttivo si rimanda alla versione inglese.

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