Cosa sono gli scarti di garanzia?

3 novembre 2016

Nei mercati finanziari lo scarto di garanzia è una riduzione, espressa in percentuale, applicata al valore di un’attività. Se un’attività (ad esempio un portafoglio costituito da determinati titoli di Stato) vale 1 milione di euro ma è soggetta a un coefficiente di scarto del 20%, sarà trattata come se il suo valore ammontasse a soli 0,8 milioni di euro.

Quando si ricorre agli scarti di garanzia?

Questo strumento si utilizza ad esempio quando le banche centrali prestano denaro alle banche commerciali. A fronte del finanziamento erogato, come forma di assicurazione, la banca centrale richiederà la costituzione di garanzie (cfr. approfondimento sul tema delle garanzie). Tuttavia applicherà un coefficiente di scarto, ovvero una riduzione di valore, a tali garanzie. Riprendendo l’esempio già citato: se a un’attività del valore di 1 milione di euro al prezzo equo di mercato si applica uno scarto di garanzia del 20%, questa sarà sufficiente per ricevere un prestito fino a 0,8 milioni di euro.

Perché si utilizzano gli scarti di garanzia?

Le banche centrali devono avere la certezza di ottenere il rimborso dei prestiti da esse erogati. Naturalmente la prima linea di difesa è il contratto di rimborso con il mutuatario. Se tuttavia quest’ultimo non onorerà il proprio obbligo, la banca centrale si rivarrà sulle garanzie. Essa deve essere quindi sicura di poter liquidare le garanzie a un prezzo sufficiente a coprire l’ammontare del prestito. Il valore delle attività è però soggetto a oscillazioni e in certi casi la vendita può richiedere tempo. Il coefficiente di scarto fornisce una sorta di margine di sicurezza a fronte di eventuali svalutazioni e del tempo richiesto per la cessione delle garanzie.

Si pensi ad esempio a un immobile. Il suo valore attuale può essere di 1 milione di euro, ma non si può avere la certezza che, quando giungerà il momento di rivenderlo, sarà effettivamente possibile ricavare la stessa cifra. L’immobile potrebbe avere subito danni a causa di fenomeni naturali oppure la zona in cui sorge potrebbe risultare meno quotata che in passato. L’Eurosistema, formato dalla BCE e dalle 19 banche centrali dei paesi dell’area dell’euro, non accetta come garanzia proprietà immobiliari, ma il ragionamento che si applica alle attività ammissibili (ad esempio titoli di qualità elevata e altri strumenti a più breve termine) è esattamente lo stesso. Anche queste attività, per vari motivi, potrebbero infatti registrare una riduzione di valore. Di conseguenza, per ottenere un prestito da 1 milione di euro non basteranno attività il cui valore corrente di mercato corrisponde alla stessa cifra.

Cosa determina l’entità dello scarto?

Il prestatore deve stimare il margine adeguato a copertura del rischio di non riuscire a rivendere l’attività al suo valore corrente. Questo dipenderà dai fattori menzionati in precedenza, fra cui la rischiosità della tipologia di attività in questione, ossia la sua variabilità di prezzo, e la sua “liquidità”, vale a dire la facilità con cui può essere ceduta in tempi rapidi senza subire una perdita di valore. Riprendendo il nostro esempio, una villa d’epoca (per la quale vi è poca richiesta) in una zona nota per essere esposta a violenti temporali (che comportano il rischio di danni all’immobile) sarebbe soggetta a uno scarto di garanzia più elevato rispetto a un appartamento di tre vani appena costruito in centro città. Analogamente, nel contesto delle banche centrali, i titoli di Stato tendono a essere investimenti relativamente liquidi e sicuri, ai quali si applicano scarti di garanzia inferiori rispetto ai prestiti bancari, anch’essi accettati come garanzia ma tendenzialmente meno liquidi.

Quali sono gli scarti di garanzia applicati dall’Eurosistema?

L’Eurosistema decide con accuratezza quali coefficienti di scarto applicare alle garanzie ammesse nelle proprie operazioni di finanziamento, assicurando che siano sempre adeguati e commisurati allo scopo di ridurre al minimo il rischio di perdite.

Nell’accettare garanzie, l’Eurosistema non favorisce alcuna particolare tipologia di attività, purché siano soddisfatti i requisiti previsti. A garanzia di un finanziamento di 1 milione di euro, il mutuatario potrebbe ad esempio costituire in pegno prestiti bancari per un importo di 1,7 milioni di euro con un coefficiente di scarto del 40%, oppure titoli di Stato per 1,06 milioni di euro con uno scarto del 5%; in entrambi i casi il valore delle garanzie sarebbe infatti leggermente superiore a 1 milione di euro. La condizione indispensabile è che il valore totale delle garanzie, una volta applicati i coefficienti di scarto, sia pari (o superiore) all’ammontare del prestito totale, indipendentemente dal fatto che il mutuatario fornisca attività per un importo superiore con un coefficiente di scarto più elevato, oppure attività per un ammontare inferiore ma con un coefficiente più basso.

L’Eurosistema dispone di un rigoroso processo di gestione del rischio, nel cui ambito gli scarti di garanzia sono soltanto una delle misure adottate allo scopo di evitare l’esposizione a rischi indebiti.

La BCE pubblica un elenco degli scarti di garanzia, che viene rivisto con cadenza regolare.