COMUNICATO STAMPA

RAPPORTO SUI PROGRESSI COMPIUTI NELLAREALIZZAZIONE DI UN’AREA UNICA DEI PAGAMENTI IN EURO

26 giugno 2003

Dal 1° luglio 2002 le banche dell’Unione europea sono tenute, ai sensi di un regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio UE, ad applicare ai pagamenti transfrontalieri in euro effettuati mediante carta abilitata le stesse commissioni vigenti per quelli nazionali [Regolamento (CE) n. 2560/2001 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 dicembre 2001, relativo ai pagamenti transfrontalieri in euro]. A decorrere dal 1° luglio 2003 il principio dell’equiparazione delle tariffe per i pagamenti transfrontalieri e nazionali sarà esteso ai bonifici. Per quanto riguarda i bonifici transfrontalieri, ciò può tradursi in una diminuzione delle commissioni bancarie. A tal fine, essi devono soddisfare i seguenti criteri: l’importo non deve essere superiore a 12.500 euro e l’ordine deve riportare le coordinate bancarie internazionali IBAN (Identification Bank Account Number) del beneficiario e il codice di identificazione BIC (Bank Identifier Code) della banca ricevente. Gli istituti di credito possono addebitare commissioni aggiuntive agli ordini di pagamento che non presentino questi requisiti.

Per la clientela bancaria, il regolamento costituisce un passo avanti verso la creazione di un’area unica dei pagamenti in euro. Tuttavia, l’utenza potrà beneficiare del regolamento solo a condizione che utilizzi i codici IBAN e BIC. Questi standard internazionali, già ampiamente applicati, devono essere adottati da tutti i partecipanti e le parti coinvolte nel ciclo di pagamento: la clientela bancaria privata e aziendale, i gestori dei sistemi di pagamento e le stesse banche.

Dal punto di vista della clientela, non vi sono ostacoli alla realizzazione dell’area unica dei pagamenti in euro. Viceversa, il settore bancario deve ancora compiere notevoli sforzi per predisporre l’infrastruttura necessaria a fornire servizi conformi al regolamento ed efficienti in termini di costo. Le banche sono attualmente impegnate nella concezione e applicazione di un proprio progetto per un’infrastruttura dei pagamenti moderna, che risponda alle esigenze della clientela dell’area dell’euro e si avvalga, nel contempo, delle innovazioni tecnologiche.

La BCE pubblica oggi un rapporto sui progressi compiuti nella realizzazione dell’area unica dei pagamenti in euro, in cui vengono esaminati questi recenti sviluppi. Nel libro bianco Euroland: Our Single Payment Area! del maggio 2002, il settore bancario europeo ha formulato una strategia tesa alla realizzazione di un’area unica dei pagamenti in euro nel cui ambito non sussistano, entro il 2010, differenze in termini di livello di servizio tra i pagamenti al dettaglio nazionali e quelli transfrontalieri. L’Eurosistema vede con favore il fatto che il settore bancario abbia intensificato gli sforzi tesi al conseguimento di questo obiettivo. La struttura gestionale e amministrativa dell’organo decisionale centrale del settore, il Consiglio europeo per i pagamenti (cfr. European Payments Council http://www.europeanpaymentscouncil.org/), è già stata creata e i primi risultati del lavoro svolto sono visibili: gli istituti di credito hanno raggiunto un accordo sull’i nfrastruttura da utilizzare di preferenza per il trattamento dei pagamenti al dettaglio transfrontalieri in euro e hanno adottato alcune convenzioni per i servizi di base in materia di bonifici transfrontalieri. Tuttavia, in diversi ambiti occorre ulteriormente precisare le tappe per la realizzazione dell’area unica dei pagamenti in euro. L’applicazione di standard per i pagamenti transfrontalieri registra un ritardo rispetto agli impegni assunti dalle stesse banche. L’Eurosistema terrà sotto attenta osservazione i progressi compiuti dagli istituti di credito nella creazione dell’c area unica dei pagamenti in euro; esso intende misurare tali progressi sulla base di indicatori specifici riguardo ai quali le banche sono esortate a fornire rapporti costantemente aggiornati.

L’Eurosistema, attraverso le sue politiche, sostiene l’attività del settore bancario in vista della realizzazione dell’area unica dei pagamenti in euro; al momento esso svolge un ruolo di catalizzatore del processo di trasformazione e di attivo osservatore dell’operato del settore bancario. Se quest’ultimo non fosse in grado di compiere progressi adeguati nella creazione dell’area unica dei pagamenti in euro, l’E urosistema potrebbe accrescere il proprio coinvolgimento utilizzando in maniera più attiva i poteri regolamentari di cui dispone.

Il rapporto sui progressi compiuti nella realizzazione di un’area unica dei pagamenti in euro (pubblicato oggi in inglese, cfr. Towards a Single Euro Payments Area – Progress report) sarà prossimamente disponibile in tutte le lingue ufficiali dell’Unione europea.

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