COMUNICATO STAMPA

Bilancio della Banca centrale europea per l’esercizio terminato il 31 dicembre 2008

5 marzo 2009

Il Consiglio direttivo della Banca centrale europea (BCE) ha approvato oggi il bilancio verificato della BCE per l’esercizio terminato il 31 dicembre 2008.

Nel 2008 la BCE ha registrato un risultato lordo di 2.661 milioni di euro rispetto a 286 milioni nel 2007, risultato che ha risentito degli effetti dell’apprezzamento dell’euro nei confronti del dollaro statunitense e, in misura minore, dello yen giapponese.

Al 31 dicembre 2008, in base alla valutazione del Consiglio direttivo sull’esposizione ai rischi della BCE, un importo pari a 1.339 milioni di euro è stato trasferito dal risultato lordo al fondo di accantonamento a fronte dei rischi di cambio, di tasso d’interesse e di prezzo dell’oro, determinando un risultato netto di 1.322 milioni di euro. Il fondo sarà eventualmente utilizzato per ripianare possibili perdite derivanti dall’esposizione a questi rischi, in particolare minusvalenze da valutazione non coperte dai conti di rivalutazione. La sua entità è riesaminata con cadenza annuale. Su decisione del Consiglio direttivo, il 5 gennaio 2009 da questo risultato netto è stato ripartito fra le banche centrali nazionali (BCN) un importo di 1.206 milioni di euro, costituito da parte del reddito riveniente alla BCE dalle banconote in euro in circolazione. In data odierna il Consiglio direttivo ha deciso di distribuire l’ammontare restante di 116 milioni di euro alle BCN.

I proventi ordinari della BCE comprendono principalmente i redditi generati dall’investimento delle riserve ufficiali da essa detenute e del capitale versato di 4,1 miliardi di euro, nonché gli interessi attivi sulla quota dell’8 per cento del valore totale delle banconote in euro in circolazione assegnata alla BCE. Nell’esercizio 2008 gli interessi attivi hanno risentito parzialmente dei tassi di interesse più contenuti sulle attività denominate in dollari statunitensi.

Gli interessi attivi netti complessivi percepiti dalla BCE ammontano a 2.381 milioni di euro, a fronte di 2.421 milioni nel 2007. Al netto di 2.230 milioni di euro di interessi attivi derivanti dalla quota attribuita alla BCE sul totale delle banconote in circolazione, si registrano interessi attivi netti pari a 151 milioni di euro, rispetto a 417 milioni di euro nel 2007. La BCE ha corrisposto 1.400 milioni di euro alle BCN a titolo di interessi sui crediti relativi alle riserve ufficiali ad essa trasferite.

Nel 2008 i saldi dei conti di rivalutazione originati da plusvalenze non realizzate rilevate su attività e passività ammontano a 11,4 miliardi di euro, contro 6,2 miliardi nel 2007. Le plusvalenze vengono iscritte nei conti di rivalutazione, in linea con i criteri armonizzati di rilevazione contabile e di redazione del bilancio definiti dal Consiglio direttivo per l’intero Eurosistema.

Le spese di amministrazione della BCE per il personale, gli affitti di immobili, gli onorari professionali e l’acquisto di altri beni e servizi ammontano a 364 milioni di euro (359 milioni nel 2007). Gli oneri risultanti dall’ammortamento di immobilizzazioni sono pari a 23 milioni di euro.

Il bilancio, unitamente alla relazione sulla gestione per l’esercizio terminato il 31 dicembre 2008, sarà pubblicato il 21 aprile 2009 nel Rapporto annuale della BCE.

Nota per i redattori

  1. Criteri di rilevazione contabile e di redazione del bilancio della BCE: conformemente all’articolo 26.4 dello Statuto del Sistema europeo di banche centrali e della Banca centrale europea (Statuto del SEBC), il Consiglio direttivo ha definito i criteri armonizzati di rilevazione contabile e di redazione del bilancio applicabili all’intero Eurosistema, inclusa la BCE, i quali sono stati pubblicati nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea [1]. Sebbene, in generale, tali criteri si fondino su prassi contabili accettate a livello internazionale, nella loro definizione si è tenuto conto delle circostanze peculiari in cui operano le banche centrali dell’Eurosistema; particolare attenzione è stata quindi riservata all’aspetto della prudenza, in considerazione dell’ingente esposizione in valuta della maggior parte di queste banche centrali. L’impostazione orientata alla prudenza si riflette soprattutto nel trattamento distinto delle plusvalenze e delle minusvalenze non realizzate ai fini dell’iscrizione delle componenti di reddito, nonché nel divieto di compensazione fra minusvalenze e plusvalenze (non realizzate) relative ad attività diverse. Le plusvalenze sono iscritte direttamente nei conti di rivalutazione, mentre le minusvalenze che a fine esercizio eccedono i saldi dei conti di rivalutazione sono considerate come spese. Tutte le BCN sono tenute ad applicare tali criteri nella rendicontazione delle operazioni effettuate in quanto parte dell’Eurosistema, che confluiscono nella situazione contabile consolidata settimanale relativa a quest’ultimo. Nel redigere i propri bilanci annuali esse applicano su base volontaria criteri sostanzialmente analoghi a quelli vigenti per la BCE.
  2. Remunerazione delle riserve ufficiali trasferite alla BCE: con il conferimento di riserve ufficiali alla BCE al momento dell’adesione all’Eurosistema, ciascuna BCN acquisisce un credito remunerato nei confronti della BCE equivalente all’ammontare trasferito. Il Consiglio direttivo ha deciso che la valuta di denominazione di tali crediti sarebbe stata l’euro e che questi sarebbero stati remunerati su base giornaliera applicando l’ultimo tasso marginale disponibile per le operazioni di rifinanziamento principali dell’Eurosistema, corretto per tenere conto della componente infruttifera rappresentata dall’oro. Per l’esercizio 2008 gli interessi passivi derivanti da tale remunerazione sono pari a 1.400 milioni di euro.
  3. Distribuzione del reddito riveniente alla BCE dalle banconote in euro in circolazione: il Consiglio direttivo ha deciso che, a partire dal 2006, tale reddito è dovuto alle BCN nello stesso esercizio finanziario in cui matura, ma viene loro conferito il secondo giorno lavorativo dell’anno seguente [2]. L’ammontare è integralmente attribuito eccetto il caso in cui l’utile netto della BCE per l’esercizio sia inferiore al reddito riveniente dalle banconote in euro in circolazione e subordinatamente a un’eventuale deliberazione del Consiglio direttivo, prima della chiusura dell’esercizio finanziario, di trasferire tale reddito, interamente o in parte, al fondo di accantonamento a fronte dei rischi di cambio, di tasso d’interesse e di prezzo dell’oro. Quest’ultima evenienza si è verificata nel 2008, a seguito della decisione del Consiglio direttivo di conferire al fondo una quota di circa 1,0 miliardi di euro del reddito riveniente alla BCE dalle banconote in euro in circolazione. L’importo restante, pari a 1,2 miliardi di euro, è stato quindi distribuito alle BCN il 5 gennaio 2009.


[1] Decisione BCE/2002/11, del 5 dicembre 2002, sui conti annuali della Banca centrale europea, GU L 58 del 3.3.2003, pag. 38, e successive modifiche. Con effetto dal 1º gennaio 2007 questo atto è stato abrogato e sostituito dalla Decisione BCE/2006/17, GU L 348 dell’11.12.2006, pag. 38, e successive modifiche.

[2] Decisione BCE/2005/11, del 17 novembre 2005, relativa alla distribuzione del reddito della Banca centrale europea derivante dalle banconote in euro in circolazione alle banche centrali nazionali degli Stati membri partecipanti, GU L 311 del 26.11.2005, pag. 41.

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