CONFERENZA STAMPA

Mario Draghi, Presidente della BCE,
Vítor Constâncio, Vicepresidente della BCE,
Francoforte sul Meno, 26 aprile 2018

DICHIARAZIONE INTRODUTTIVA

Signore, Signori, è con grande piacere che insieme al Vicepresidente vi porgo il benvenuto alla conferenza stampa. Vi esponiamo ora gli esiti della riunione odierna del Consiglio direttivo.

Sulla base della consueta analisi economica e monetaria abbiamo deciso di lasciare invariati i tassi di interesse di riferimento della BCE. Continuiamo ad attenderci che rimangano su livelli pari a quelli attuali per un prolungato periodo di tempo e ben oltre l’orizzonte dei nostri acquisti netti di attività.

Quanto alle misure non convenzionali di politica monetaria, confermiamo l’intenzione di proseguire gli acquisti netti di attività, all’attuale ritmo mensile di 30 miliardi di euro, sino alla fine di settembre 2018, o anche oltre se necessario, e in ogni caso finché il Consiglio direttivo non riscontrerà un aggiustamento durevole dell’evoluzione dei prezzi coerente con il proprio obiettivo di inflazione. L’Eurosistema continuerà a reinvestire il capitale rimborsato sui titoli in scadenza nel quadro del Programma di acquisto di attività per un prolungato periodo di tempo dopo la conclusione degli acquisti netti di attività e in ogni caso finché sarà necessario. Ciò contribuirà sia a condizioni di liquidità favorevoli sia a un orientamento di politica monetaria adeguato.

Dopo diversi trimestri di crescita superiore alle attese, le informazioni pervenute in seguito alla riunione di inizio marzo suggeriscono una certa moderazione, pur restando coerenti con un’espansione solida e generalizzata dell’economia dell’area dell’euro. Il vigore di fondo dell’economia dell’area continua a sostenerci nella convinzione che l’inflazione convergerà verso il nostro obiettivo di un tasso inferiore ma prossimo al 2% a medio termine. Nel contempo, le misure dell’inflazione di fondo restano contenute e devono ancora mostrare segnali convincenti di una protratta tendenza al rialzo. In questo contesto, il Consiglio direttivo continuerà a seguire gli andamenti del cambio e altre condizioni finanziarie in relazione alle loro possibili implicazioni per le prospettive di inflazione. Nel complesso permane la necessità di un ampio grado di stimolo monetario affinché le spinte inflazionistiche di fondo continuino ad accumularsi e sostengano la dinamica dell’inflazione complessiva nel medio periodo. Il perdurare del sostegno monetario deriva dagli acquisti netti di attività, dalle notevoli consistenze acquistate e dagli attuali e prossimi reinvestimenti, nonché dalle nostre indicazioni prospettiche sui tassi di interesse.

Passo ora a illustrare la nostra valutazione in maggior dettaglio, a iniziare dall’analisi economica. Nel quarto trimestre del 2017 il PIL in termini reali è aumentato dello 0,7% sul periodo precedente, dopo avere registrato un incremento analogo nel terzo trimestre. Il tasso di crescita medio annuo risulta quindi pari al 2,4% nel 2017, il livello più alto dal 2007. Gli indicatori economici più recenti segnalano una certa moderazione del tasso di crescita dall’inizio dell’anno. Tale moderazione può in parte riflettere un arretramento rispetto all’elevato ritmo di crescita osservato alla fine dello scorso anno, ma è anche possibile che influiscano fattori temporanei. Nel complesso, tuttavia, ci si attende che la crescita permanga solida e generalizzata. Le nostre misure di politica monetaria, che hanno agevolato il processo di riduzione della leva finanziaria, dovrebbero continuare a sorreggere la domanda interna. I consumi privati sono sostenuti dai perduranti incrementi dell’occupazione, a loro volta in parte riconducibili alle passate riforme del mercato del lavoro, e dalla crescente ricchezza delle famiglie. Gli investimenti delle imprese seguitano a rafforzarsi per effetto delle condizioni di finanziamento molto favorevoli, dell’aumento della redditività delle imprese e della solidità della domanda. Gli investimenti nell’edilizia residenziale continuano a registrare un miglioramento. In aggiunta, l’espansione generalizzata a livello globale sospinge le esportazioni dell’area dell’euro.

I rischi per le prospettive di crescita restano sostanzialmente bilanciati nell’area dell’euro. Hanno tuttavia acquistato più preminenza rischi connessi a fattori di carattere globale, fra cui la minaccia di maggiore protezionismo.

Nell’area dell’euro l’inflazione sui dodici mesi misurata sullo IAPC è aumentata in marzo all’1,3%, dall’1,1% di febbraio, principalmente per effetto di un incremento della componente relativa ai beni alimentari. Sulla base dei prezzi correnti dei contratti future sul petrolio, è probabile che l’inflazione complessiva si collochi intorno all’1,5% nella parte restante dell’anno. Le misure dell’inflazione di fondo restano nell’insieme moderate. Guardando avanti, dovrebbero aumentare gradualmente nel medio periodo, sostenute dalle nostre misure di politica monetaria, dal perdurare dell’espansione economica, dalla corrispondente riduzione della capacità inutilizzata nell’economia e dalla più vigorosa dinamica salariale.

Passando all’analisi monetaria, l’aggregato monetario ampio (M3) continua ad aumentare a un ritmo sostenuto; lo scorso febbraio ha registrato un tasso di crescita sui dodici mesi del 4,2%, lievemente al di sotto dell’intervallo ristretto osservato dalla metà del 2015. La crescita di M3 continua a riflettere l’impatto delle misure di politica monetaria della BCE e il basso costo opportunità di detenere i depositi più liquidi. Pertanto, l’aggregato monetario ristretto (M1) ha ancora fornito il contributo principale all’espansione dell’aggregato monetario ampio, seguitando a registrare un solido tasso di crescita sui dodici mesi.

Procede la ripresa dell’espansione dei prestiti al settore privato che si osserva dagli inizi del 2014. A febbraio il tasso di crescita sui dodici mesi dei prestiti alle società non finanziarie si è collocato al 3,1%, dopo il 3,4% di gennaio 2018 e il 3,1% di dicembre 2017, mentre quello dei prestiti alle famiglie è rimasto invariato al 2,9%. L’indagine sul credito bancario nell’area dell’euro per il primo trimestre del 2018 indica che la crescita dei prestiti continua a essere sostenuta dall’incremento della domanda per tutte le tipologie e da un ulteriore allentamento delle condizioni complessive applicate dalle banche nella concessione di prestiti alle imprese e di mutui per l’acquisto di abitazioni.

La trasmissione delle misure di politica monetaria in atto da giugno 2014 continua a sostenere in maniera significativa le condizioni di prestito per famiglie e imprese, l’accesso al finanziamento – in particolare per le piccole e medie imprese – e i flussi di credito nell’intera area dell’euro.

In sintesi, la verifica incrociata degli esiti dell’analisi economica con le indicazioni derivanti dall’analisi monetaria ha confermato la necessità di un ampio grado di accomodamento monetario per assicurare un ritorno durevole dell’inflazione verso livelli inferiori ma prossimi al 2% nel medio termine.

Per poter fruire appieno dei benefici derivanti dalle nostre misure di politica monetaria, le altre politiche devono contribuire in modo decisivo a incrementare il potenziale di crescita a più lungo termine e a ridurre le vulnerabilità. L’attuazione delle riforme strutturali nei paesi dell’area dell’euro va considerevolmente accelerata per consolidare la capacità di tenuta, ridurre la disoccupazione strutturale e rafforzare la produttività e il potenziale di crescita dell’area. Data l’applicazione complessivamente limitata delle raccomandazioni specifiche per paese nel 2017, è necessario un maggiore impegno di riforma all’interno dell’area dell’euro. Quanto alle politiche di bilancio, l’espansione generalizzata in corso spinge a ricostituire margini di manovra nelle finanze pubbliche. Ciò è particolarmente importante per i paesi in cui il debito pubblico resta elevato. A tutti i paesi gioverebbe intensificare gli sforzi per conseguire una composizione delle finanze pubbliche più favorevole alla crescita. Una piena, trasparente e coerente attuazione del Patto di stabilità e crescita e della procedura per gli squilibri macroeconomici, nel tempo e nei vari paesi, resta essenziale per consolidare la capacità di tenuta dell’economia dell’area dell’euro. Migliorare il funzionamento dell’Unione economica e monetaria continua a essere una priorità. Il Consiglio direttivo esorta ad adottare misure specifiche e incisive per il completamento dell’unione bancaria e dell’unione dei mercati dei capitali.

Siamo ora a disposizione per rispondere alle vostre domande.

Per l’esatta formulazione del testo approvato dal Consiglio direttivo si rimanda alla versione inglese.

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