L’area dell’euro a confronto

25 agosto 2017 (aggiornato il 16 gennaio 2019)

L’euro apporta benefici tangibili nella vita degli europei. La BCE, la banca centrale dei paesi dell’area dell’euro, vigila sulla moneta comune di oltre 340 milioni di persone che parlano più di 24 lingue.

L’area dell’euro, a cui aderiscono 19 paesi, è un’unione monetaria unica nel suo genere. Come si posiziona l’area dell’euro nel confronto internazionale? Con quali risultati economici? E cosa significa per gli europei?

Quante persone vivono nell’area dell’euro?

Con più di 340 milioni di abitanti, l’area dell’euro rappresenta circa il 5% della popolazione mondiale, superando gli Stati Uniti.

Popolazione dell’area dell’euro

Popolazione dell’area dell’euro Popolazione dell’area dell’euro

L’area dell’euro è una delle principali economie mondiali. Sette paesi vi hanno aderito dopo la sua istituzione e prevedibilmente altri vi aderiranno.

Com’è l’economia dell’area dell’euro?

L’area dell’euro ha una popolazione altamente produttiva. Come per altre economie molto avanzate, il settore dei servizi vanta la quota più ampia del prodotto totale, seguito dal settore industriale e da quello agricolo, relativamente esiguo.

Principali economie mondiali in base al PIL pro capite

Principali economie mondiali in base al PIL pro capite

Fonti: Eurostat, Banca mondiale ed elaborazioni della BCE.
Nota: 2016; i dati relativi a Stati Uniti, Giappone e Cina sono convertiti in base alle parità di potere di acquisto (PPA) elaborate dall’OCSE.

Grazie alla sua vigorosa economia l’area dell’euro si colloca ai primi posti a livello globale. In termini di prodotto interno lordo (PIL) pro capite, l’area è la seconda economia al mondo, rispecchiando l’elevato tenore di vita dei suoi cittadini.

E il commercio internazionale?

L’area dell’euro è un’economia altamente industrializzata che esporta nei mercati mondiali una quota significativa dei beni e servizi prodotti. Molti dei manufatti dell’area, come macchinari, prodotti farmaceutici, automobili e aeroplani, sono rinomati a livello internazionale.

Esportazioni di beni e servizi in percentuale del PIL

Esportazioni di beni e servizi in percentuale del PIL

Fonti: dati BCE, OCSE, FMI.
Area dell’euro: operazioni verso l’esterno dell’area.

Fin dalla sua nascita nel 1999, l’area dell’euro ha mantenuto e persino rafforzato la sua posizione di primo piano nel commercio mondiale. I suoi principali partner commerciali sono gli Stati Uniti, il Regno Unito e la Cina, mentre continua a crescere l’interscambio con i mercati emergenti.

L’area dell’euro è un’economia aperta rispetto ad altre grandi economie. Dal 2004 il suo grado di apertura è aumentato notevolmente soprattutto per via dei maggiori scambi con i nuovi Stati membri dell’UE e la Cina. L’area dell’euro si colloca poi al centro di numerose filiere produttive internazionali.

Le elevate esportazioni hanno effetti positivi su occupazione, crescita economica e investimenti nell’area dell’euro, sostenendo il benessere dei cittadini.

Com’è visto l’euro?

L’euro gode di ampia fiducia sia all’interno sia all’esterno dell’area. Il sostegno dell’opinione pubblica a favore dell’euro era pari al 75% fra i cittadini dell’area nell’autunno del 2018, stando all’indagine di Eurobarometro, sondaggio condotto dalla Commissione europea due volte l’anno.

A livello mondiale l’euro è la seconda moneta più scambiata e più utilizzata come valuta di riserva, a dimostrazione della grande fiducia che gli investitori globali ripongono nella stabilità e nella solidità dell’economia dell’area.

L’area dell’euro mantiene una posizione preminente sulla scena economica mondiale, a beneficio dei suoi cittadini, assicurandosi maggior peso nel dialogo economico internazionale.

E, naturalmente, i cittadini dell’area possono viaggiare oltre i confini nazionali all’interno dell’unione monetaria senza dover cambiare valuta. Possono anche confrontare i prezzi fra i vari paesi dell’area per individuare i beni meno costosi.

Aggiornamento: il testo è stato aggiornato il 16 gennaio 2019 per tenere conto dei risultati dell'indagine di Eurobarometro dell'autunno 2018.