COMUNICATO STAMPA

Bilancio della Banca centrale europea per l’esercizio terminato il 31 dicembre 2009

4 marzo 2010

Il Consiglio direttivo della Banca centrale europea (BCE) ha approvato oggi il bilancio verificato della BCE per l’esercizio terminato il 31 dicembre 2009.

Nel 2009 la BCE ha registrato un risultato lordo di 2.218 milioni di euro, rispetto ai 2.661 milioni di euro del 2008. In seguito a un aggiustamento tecnico apportato al fondo di accantonamento, la BCE ha chiuso con un utile netto di 2.253 milioni di euro per l’esercizio 2009 [1].

Inoltre, l’istituzione del programma di acquisto di obbligazioni garantite ha indotto il Consiglio direttivo a estendere, a scopo prudenziale, anche al rischio di credito la copertura offerta dal fondo di accantonamento, in aggiunta ai rischi di cambio, di tasso d’interesse e di prezzo dell’oro. L’entità del fondo viene riesaminata con cadenza annuale.

Con decisione del Consiglio direttivo, il 5 gennaio 2010 è stato ripartito fra le banche centrali nazionali (BCN), a valere sul risultato netto del 2009, un importo di 787 milioni di euro, pari all’intero reddito riveniente alla BCE dalle banconote in euro in circolazione. In data odierna il Consiglio direttivo ha deciso di distribuire l’utile residuo alle BCN, per un importo di 1.466 milioni di euro.

I proventi ordinari della BCE sono principalmente rappresentati dai redditi generati dall’investimento delle riserve ufficiali da essa detenute e del capitale versato, nonché dagli interessi attivi sulla quota dell’8 per cento del valore totale delle banconote in euro in circolazione assegnata alla BCE. Nell’esercizio 2009 gli interessi attivi hanno risentito di tassi di interesse mediamente inferiori sulle attività denominate in dollari statunitensi e di un tasso marginale sulle operazioni di rifinanziamento principali dell’Eurosistema più basso rispetto al 2008.

Gli interessi attivi netti complessivi percepiti dalla BCE ammontano a 1.547 milioni di euro, a fronte di 2.381 milioni di euro nel 2008. Al netto di 787 milioni di euro di interessi attivi derivanti dalla quota attribuita alla BCE sul totale delle banconote in circolazione, si registrano interessi attivi netti pari a 760 milioni di euro, rispetto a 151 milioni nel 2008. La BCE ha corrisposto 443 milioni di euro alle BCN a titolo di interessi sui crediti relativi alle riserve ufficiali ad essa trasferite, un importo inferiore di 957 milioni rispetto al 2008, mentre gli interessi attivi sulle riserve ufficiali ammontano a 700 milioni di euro nel 2009, a fronte di 1.036 milioni nell’esercizio precedente.

Gli utili realizzati su operazioni finanziarie, pari a 1.103 milioni di euro, mostrano un incremento di 440 milioni di euro principalmente riconducibile ai seguenti fattori: a) più elevati utili generati dalla vendita di titoli e b) più elevati utili derivanti dalla vendita di oro, per l’effetto congiunto del significativo rialzo del relativo prezzo e del maggiore volume delle vendite effettuate nel 2009.

Le spese di amministrazione della BCE per il personale, gli affitti di immobili, gli onorari professionali e l’acquisto di altri beni e servizi ammontano a 380 milioni di euro (364 milioni nel 2008). Gli oneri risultanti dall’ammortamento di immobilizzazioni sono pari a 21 milioni di euro.

Il bilancio, unitamente alla relazione sulla gestione per l’esercizio terminato il 31 dicembre 2009, sarà pubblicato il 19 aprile 2010 nel Rapporto annuale della BCE.

Nota per i redattori

  1. Criteri di rilevazione contabile e di redazione del bilancio della BCE: conformemente all’articolo 26.4 dello Statuto del Sistema europeo di banche centrali e della Banca centrale europea (Statuto del SEBC), il Consiglio direttivo ha definito i criteri armonizzati di rilevazione contabile e di redazione del bilancio applicabili all’intero Eurosistema, inclusa la BCE, i quali sono stati pubblicati nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea [2]. Sebbene, in generale, tali criteri si fondino su prassi contabili accettate a livello internazionale, nella loro definizione si è tenuto conto delle circostanze peculiari in cui operano le banche centrali dell’Eurosistema; particolare attenzione è stata quindi riservata all’aspetto della prudenza, in considerazione dell’ingente esposizione in valuta della maggior parte di queste banche centrali. L’impostazione orientata alla prudenza si riflette soprattutto nel trattamento distinto delle plusvalenze e delle minusvalenze non realizzate ai fini dell’iscrizione delle componenti di reddito, nonché nel divieto di compensazione fra minusvalenze e plusvalenze (non realizzate) relative ad attività diverse. Le plusvalenze sono iscritte direttamente nei conti di rivalutazione, mentre le minusvalenze che a fine esercizio eccedono i saldi dei conti di rivalutazione sono considerate come spese. Tutte le BCN sono tenute ad applicare tali criteri nella rendicontazione delle operazioni effettuate in quanto parte dell’Eurosistema, che confluiscono nella situazione contabile consolidata settimanale relativa a quest’ultimo. Nel redigere i propri bilanci annuali esse applicano su base volontaria criteri sostanzialmente analoghi a quelli vigenti per la BCE.
  2. Remunerazione delle riserve ufficiali trasferite alla BCE: con il conferimento di riserve ufficiali alla BCE al momento dell’adesione all’Eurosistema, ciascuna BCN acquisisce un credito remunerato nei confronti della BCE equivalente all’ammontare trasferito. Il Consiglio direttivo ha deciso che la valuta di denominazione di tali crediti sarebbe stata l’euro e che questi sarebbero stati remunerati su base giornaliera applicando l’ultimo tasso marginale disponibile per le operazioni di rifinanziamento principali dell’Eurosistema, corretto per tenere conto della componente infruttifera rappresentata dall’oro. Per l’esercizio 2009 gli interessi passivi derivanti da tale remunerazione sono stati pari a 443 milioni di euro.
  3. Distribuzione del reddito riveniente alla BCE dalle banconote in euro in circolazione: il Consiglio direttivo ha deciso che, a partire dal 2006, tale reddito è dovuto alle BCN nello stesso esercizio finanziario in cui matura, ma viene loro conferito il secondo giorno lavorativo dell’anno seguente [3]. L’ammontare è integralmente attribuito eccetto il caso in cui l’utile netto della BCE per l’esercizio sia inferiore al reddito riveniente dalle banconote in euro in circolazione e subordinatamente a un’eventuale deliberazione del Consiglio direttivo, prima della chiusura dell’esercizio finanziario, di trasferire tale reddito, interamente o in parte, al fondo di accantonamento a fronte dei rischi di cambio, di tasso d’interesse, di credito e di prezzo dell’oro. Per l’esercizio 2009 l’intero reddito riveniente alla BCE dalle banconote in euro, pari a 787 milioni di euro, è stato distribuito alle BCN il 5 gennaio 2010.


[1]L’aggiustamento di 35 milioni di euro apportato al fondo è dovuto alle variazioni nelle quote di capitale della BCE sottoscritte dalle banche centrali e al fatto che l’ammontare dell’accantonamento non può eccedere il valore del capitale versato.

[2]Decisione BCE/2006/17, del 10 novembre 2006, sui conti annuali della Banca centrale europea, GU L 348 dell’11.12.2006, pag. 38, e successive modifiche.

[3]Decisione BCE/2005/11, del 17 novembre 2005, relativa alla distribuzione del reddito della Banca centrale europea derivante dalle banconote in euro in circolazione alle banche centrali nazionali degli Stati membri partecipanti, GU L 311 del 26.11.2005, pag. 41.

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