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  • Politica monetaria

    Stabilità dei prezzi: obiettivo dell’Eurosistema

    La disposizione principale del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea in materia di politica monetaria sancisce che l’obiettivo primario dell’Eurosistema è il mantenimento della stabilità dei prezzi. Incentrando su tale obiettivo la politica monetaria della BCE, il Trattato riflette il pensiero economico moderno per quanto concerne il ruolo, la portata e i limiti della politica monetaria e stabilisce il fondamento per l’assetto istituzionale e organizzativo del sistema di banche centrali nell’Unione economica e monetaria.

    Vi sono valide ragioni per la definizione dell’obiettivo di preservare la stabilità dei prezzi.

    Innanzitutto, come confermano decenni di esperienza pratica e numerosi studi economici, il conseguimento di una stabilità durevole dei prezzi rappresenta il maggiore contributo che la politica monetaria possa offrire al miglioramento delle prospettive economiche e all’innalzamento del tenore di vita dei cittadini.

    In secondo luogo, i fondamenti teorici e l’esperienza dimostrano che la politica monetaria può incidere, in ultima istanza, esclusivamente sul livello dei prezzi, mentre non esercita alcuna influenza durevole sulle variabili dell’economia reale, se non attraverso gli effetti positivi della stabilità dei prezzi. Mantenere stabili i prezzi rappresenta, quindi, il solo obiettivo realizzabile per la politica monetaria unica nel medio periodo.

    L’Eurosistema deve operare in conformità del principio di un’economia di mercato aperta e in libera concorrenza, favorendo un’efficiente allocazione delle risorse.

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  • Politica monetaria

    Stabilità dei prezzi: definizione

    Pur indicando chiaramente che l’obiettivo principale della BCE è il mantenimento della stabilità dei prezzi, il Trattato di Maastricht non ne ha precisato il significato. Nell’ottobre 1998 il Consiglio direttivo della BCE ha quindi annunciato una definizione quantitativa di stabilità dei prezzi: “un aumento sui 12 mesi dell’Indice armonizzato dei prezzi al consumo (IAPC) per l’area dell’euro inferiore al 2%”, specificando inoltre che essa deve essere preservata “su un orizzonte di medio termine”. Pertanto, il Consiglio direttivo cerca di mantenere l’inflazione su un livello inferiore ma prossimo al 2% nel medio periodo.

    Con l’adozione del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea (Trattato di Lisbona, 2009) la stabilità dei prezzi diventa un obiettivo dell’UE.

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  • Politica monetaria

    Vantaggi della stabilità dei prezzi

    L’obiettivo della stabilità dei prezzi va inteso con riferimento al loro livello generale in un’economia e consiste nell’evitare prolungati periodi tanto di inflazione quanto di deflazione. La stabilità dei prezzi aiuta a conseguire elevati livelli di attività economica e occupazione in diversi modi.

    • Rende più facile per i cittadini individuare le variazioni dei prezzi relativi, poiché queste non sono offuscate dalle fluttuazioni del livello generale dei prezzi, consentendo a imprese e consumatori di basare le proprie decisioni di spesa e investimento su informazioni migliori. A sua volta, ciò permette al mercato di allocare le risorse con maggiore efficienza. Aiutando a dirigere le risorse verso gli impieghi più produttivi, la stabilità dei prezzi aumenta il potenziale di crescita dell’economia.
    • Se gli investitori possono avere la certezza che i prezzi resteranno stabili, non richiederanno un “premio per il rischio di inflazione” per compensare le potenziali perdite connesse con la detenzione di attività nominali a più lungo termine. Riducendo l’incidenza di tali premi sul tasso di interesse reale, la politica monetaria può promuovere l’efficienza allocativa del mercato dei capitali e stimolare quindi l’attività di investimento, che a sua volta è in grado di favorire il benessere economico.
    • La fiducia nel mantenimento della stabilità dei prezzi riduce le probabilità che privati e imprese distolgano risorse dagli impieghi produttivi per tutelarsi dall’inflazione. Ad esempio, un contesto di elevata inflazione incentiva a fare scorta di beni reali poiché, in tali circostanze, questi conservano il proprio valore meglio della moneta e di alcune attività finanziarie. Ciò non costituisce, tuttavia, una scelta di investimento efficiente e ostacola quindi la crescita economica.
    • Price stability also means avoiding deflation, i.e. any prolonged decline in the general level of prices. If consumers start to expect that prices will be lower in, say, a month’s time, they will postpone their purchases. Businesses react by cutting the prices of their goods and services in a bid to boost spending. Their profits then go down and they may end up having to cut wages and jobs, and also to defer investments.
    • I sistemi tributari e di previdenza e assistenza sociale possono generare incentivi perversi che distorcono i comportamenti economici. Nella maggior parte dei casi tali distorsioni sono acuite dall’inflazione e dalla deflazione. La stabilità dei prezzi elimina i costi economici reali che insorgono quando l’inflazione accresce l’effetto distorsivo dei sistemi tributari e previdenziali.
    • La stabilità dei prezzi contribuisce a mantenere la coesione e la stabilità sociale, poiché evita la considerevole e arbitraria ridistribuzione di ricchezza e di reddito associata a situazioni sia di inflazione sia di deflazione. Diversi episodi occorsi nel XX secolo dimostrano che la presenza di elevati tassi di inflazione o deflazione tende a generare instabilità sociale e politica.
    • La stabilità dei prezzi promuove anche la stabilità finanziaria, poiché elimina le distorsioni di mercato e le incertezze che scaturiscono da prezzi instabili. Ad esempio, riduce i premi per il rischio intrinseci ai tassi di interesse perché vi è meno incertezza sull’inflazione futura.

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  • Politica monetaria

    Strategia di politica monetaria della BCE

    Ruolo della strategia di politica monetaria della BCE

    La strategia di politica monetaria è una descrizione coerente e strutturata di come saranno assunte le decisioni in tale ambito, al fine di conseguire l’obiettivo della banca centrale.

    La strategia deve assolvere due funzioni importanti. In primo luogo, imponendo una chiara struttura al processo di definizione della politica monetaria, assicura che il Consiglio direttivo della BCE disponga delle informazioni e analisi necessarie per l’assunzione delle decisioni al riguardo (dimensione interna). In secondo luogo, costituisce un canale per spiegare al pubblico tali decisioni (dimensione esterna). Contribuendo all’efficacia della politica monetaria e segnalando l’impegno della banca centrale a preservare la stabilità dei prezzi, la strategia promuove la credibilità della BCE nei mercati finanziari.

    Il compito principale della BCE, data la sua posizione centrale nell’Eurosistema, è condurre la politica monetaria per l’area dell’euro in vista del mantenimento della stabilità dei prezzi. Determinando i tassi di interesse a breve termine, la politica monetaria influenza l’economia e, quindi, il livello dei prezzi.

    Approccio basato su due pilastri

    Per condurre la politica monetaria nel miglior modo possibile, la BCE adotta uno specifico approccio teso a definire la natura e la portata dei rischi per la stabilità dei prezzi nell’area dell’euro. A tal fine, la BCE deve effettuare un esame approfondito degli andamenti economici e monetari. Per far sì che non venga trascurata alcuna informazione rilevante, essa ha elaborato un “approccio basato su due pilastri”.

    L’organizzazione, l’analisi e la verifica incrociata delle informazioni pertinenti nella valutazione dei rischi per la stabilità dei prezzi si fonda su due prospettive analitiche complementari, che costituiscono i “due pilastri”:

    • l’analisi economica e
    • l’analisi monetaria.

    L’analisi economica è intesa a esaminare i fattori che determinano la dinamica dei prezzi nel breve e medio periodo, incentrandosi sull’attività reale e sulle condizioni finanziarie nell’economia. Tiene conto del fatto che su questi orizzonti l’evoluzione dei prezzi risente in larga misura dell’interazione fra domanda e offerta nei mercati dei beni, dei servizi e dei fattori di produzione.

    L’analisi monetaria ha una prospettiva a più lungo termine, sfruttando il legame esistente fra moneta e prezzi su tali orizzonti. Costituisce principalmente un mezzo di riscontro, nel medio-lungo periodo, delle indicazioni a breve e medio termine derivanti dall’analisi economica.

    L’approccio fondato su due pilastri è concepito per assicurare che, nella valutazione dei rischi per la stabilità dei prezzi, non venga trascurata alcuna informazione rilevante e che sia accordata la dovuta attenzione a diverse prospettive analitiche e alla verifica incrociata delle informazioni, in vista di pervenire a un giudizio complessivo sui rischi per la stabilità dei prezzi. Questo approccio riflette e trasmette al pubblico la nozione di diversificazione dell’analisi e garantisce la solidità del processo decisionale sulla scorta di prospettive differenti.

    Details about the ECB's monetary policy
    The monetary policy of the ECB (in four languages)

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  • Politica monetaria

    Analisi economica

    L’analisi economica si incentra sull’attività reale e sulle condizioni finanziarie nell’economia. Tiene conto del fatto che su orizzonti di breve e medio periodo la dinamica dei prezzi risente in larga misura dell’interazione fra domanda e offerta nei mercati dei beni, dei servizi e dei fattori di produzione.

    In tale contesto, la BCE esamina regolarmente:

    • l’andamento del prodotto complessivo
    • la domanda e la situazione del mercato del lavoro
    • un ampio ventaglio di indicatori di prezzo e di costo
    • la politica di bilancio
    • la bilancia dei pagamenti per l’area dell’euro

    Le proiezioni macroeconomiche dell’Eurosistema svolgono un ruolo importante nel quadro dell’analisi economica. Questi esercizi prospettici, condotti sotto la responsabilità degli esperti dell’Eurosistema, aiutano a strutturare e sintetizzare una grande quantità di dati e assicurano la coerenza tra diverse fonti di evidenze economiche. In questo senso, rappresentano un elemento chiave per affinare la valutazione delle prospettive economiche e delle oscillazioni di breve-medio periodo dell’inflazione intorno alla tendenza.

    I prezzi delle attività e i rendimenti del mercato finanziario possono fornire informazioni riguardo alle aspettative di inflazione degli operatori. Ad esempio, acquistando o vendendo obbligazioni essi esprimono implicitamente le proprie attese sulla dinamica futura dei tassi di interesse e dei prezzi. La BCE si avvale di una serie di tecniche di analisi per ricavare le aspettative implicite del mercato dal prezzo degli strumenti finanziari. 

    Per maggiori informazioni, cfr. www.ecb.europa.eu/mopo/strategy/ecana

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  • Politica monetaria

    Analisi monetaria

    Fra gli indicatori fondamentali di cui segue ed esamina regolarmente l’evoluzione, la BCE attribuisce notevole importanza agli aggregati monetari. Basandosi sulla stretta connessione esistente fra la crescita della moneta e l’inflazione nel medio e lungo periodo, l’analisi monetaria della BCE sostiene l’orientamento a medio termine della strategia di politica monetaria. L’esame del credito e delle condizioni di liquidità permette alla BCE di acquisire una visione più ampia, che va oltre l’impatto transitorio dei vari shock.

    L’analisi dell’aggregato monetario ampio M3 va considerata da una prospettiva di medio-lungo termine. Serve a ricordare alla banca centrale il principio fondamentale in base al quale, nel rispondere agli andamenti economici, non deve perdere di vista il fatto che su orizzonti temporali sufficientemente estesi il tasso di crescita della moneta deve essere coerente con l’obiettivo della stabilità dei prezzi. La natura di medio-lungo periodo della prospettiva monetaria implica anche l’assenza di un collegamento diretto fra gli andamenti della moneta a breve termine e le decisioni di politica monetaria.

    Questa analisi contribuisce a mettere in luce il comportamento di M3, nonché a tracciare un quadro d’insieme delle condizioni di liquidità nell’economia e delle relative implicazioni in termini di rischi per la stabilità dei prezzi.

    Infine, l’analisi della moneta e del credito può, in determinate circostanze, offrire informazioni tempestive sul diffondersi di instabilità finanziaria. Tali informazioni sono rilevanti per la politica monetaria, poiché il prodursi di squilibri o di bolle dei prezzi delle attività sui mercati finanziari potrebbe avere effetti destabilizzanti sull’economia e, in ultima istanza, sul livello dei prezzi nel medio periodo.

    Aggregati monetari

    L’aggregato M1 è stato definito come l’insieme delle banconote e monete in circolazione e dei depositi a vista. M2 comprende M1, i depositi con durata prestabilita fino a due anni e i depositi rimborsabili con preavviso fino a tre mesi. M3 include, oltre a M2, i pronti contro termine, le quote e le partecipazioni in fondi comuni monetari e i titoli di debito con scadenza fino a due anni.

    Monetary analysis
    Glossary

    MP.006 01/12

  • Politica monetaria

    Meccanismo di trasmissione: dai tassi di interesse ai prezzi

    Il meccanismo di trasmissione è il processo attraverso il quale le decisioni di politica monetaria influenzano l’economia in generale e il livello dei prezzi in particolare. Poiché è caratterizzato da scarti temporali di durata lunga, variabile e incerta, è difficile prevedere gli effetti precisi degli interventi di politica monetaria sull’economia e sul livello dei prezzi.

    Quando eroga fondi al sistema bancario, la banca centrale applica un interesse; detenendo il monopolio dell’emissione di moneta, può guidare l’andamento dei tassi di interesse a breve termine.

    Le variazioni dei tassi di interesse ufficiali...

    • si ripercuotono direttamente sulle banche e sui tassi di interesse del mercato monetario e indirettamente sui tassi attivi e passivi offerti dalle banche alla clientela
    • influenzano le aspettative e, a sua volta, l’attesa di future variazioni dei tassi ufficiali incide sui tassi di interesse a medio e lungo termine
    • influiscono sui prezzi delle attività (ad esempio sui corsi azionari) e sul tasso di cambio; le variazioni del cambio possono avere effetti diretti sull’inflazione: è ad esempio possibile un rincaro dei beni importati
    • influenzano le decisioni di risparmio e investimento di famiglie e imprese: tassi di interesse più elevati tendono ad esempio a scoraggiare l’assunzione di prestiti
    • incidono sull’offerta di credito: ad esempio, se i tassi di interesse sono più elevati, il rimborso dei prestiti può risultare più difficile; è possibile che le banche riducano l’ammontare dei prestiti a favore di famiglie e imprese, con ripercussioni su consumi e investimenti
    • determinano oscillazioni della domanda aggregata e dei prezzi: le variazioni di consumi e investimenti, all’interno di un’area economica, modificheranno il rapporto tra il livello della domanda di beni e servizi e quello dell’offerta; se la domanda supera l’offerta, sono probabili pressioni al rialzo sui prezzi
    • incidono sull’offerta di prestiti bancari: le variazioni dei tassi di interesse ufficiali possono influenzare in diversi modi il costo marginale sostenuto dalle banche per ottenere finanziamenti esterni, a seconda del livello delle risorse proprie o della posizione patrimoniale della banca.

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  • Politica monetaria

    Fattori chiave per il successo della politica monetaria

    Come qualsiasi banca centrale, la BCE deve affrontare una notevole incertezza per quanto riguarda, fra l’altro, la natura degli shock che colpiscono l’economia, l’affidabilità degli indicatori economici e gli effetti del meccanismo di trasmissione della politica monetaria. Per il successo della politica monetaria è necessario che siano soddisfatte una serie di condizioni:

    • Si richiede il buon funzionamento dei mercati monetari, affinché il meccanismo di trasmissione esplichi i suoi effetti. Una trasmissione efficace dipende dal comportamento delle banche e dalla loro volontà di assicurare l’ordinato scambio di liquidità nel mercato interbancario. Disfunzioni dei mercati monetari possono indebolire la capacità della politica monetaria di influenzare le prospettive per la stabilità dei prezzi.
    • La politica deve essere orientata al futuro e agire preventivamente. Poiché gli interventi effettuati incideranno sul livello dei prezzi soltanto a distanza di trimestri oppure di anni, la banca centrale deve assicurare che l’impatto delle decisioni e degli interventi adottati nel presente siano atti a mantenere la stabilità dei prezzi nel futuro.
    • La politica monetaria dovrebbe avere un orientamento a medio termine, in modo da evitare un eccessivo attivismo e l’introduzione di volatilità indesiderata nell’economia reale. La politica monetaria non può evitare un certo grado di volatilità a breve termine dei tassi di inflazione, causata ad esempio da variazioni dei prezzi delle materie prime a livello internazionale.
    • La politica monetaria dovrebbe ancorare saldamente le aspettative di inflazione. In questa prospettiva la banca centrale dovrebbe specificare il suo obiettivo, elaborare una metodologia coerente e sistematica alla quale attenersi nella conduzione della politica monetaria e comunicare in modo chiaro e trasparente; ciò contribuisce a instaurare credibilità, presupposto essenziale per influenzare le aspettative di imprese e famiglie.
    • La politica monetaria deve essere di ampio respiro e tenere conto di tutte le informazioni rilevanti ai fini della comprensione dei fattori che incidono sull’economia.

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  • Politica monetaria

    Strumenti di politica monetaria

    Per conseguire l’obiettivo principale di mantenere la stabilità dei prezzi, l’Eurosistema dispone di un insieme di strumenti di politica monetaria.

    Operazioni di mercato aperto

    Lo strumento più importante è rappresentato dalle operazioni di mercato aperto, che servono a

    • influenzare i tassi di interesse,
    • regolare la liquidità del mercato monetario,
    • segnalare l’orientamento di politica monetaria.

    Possono essere suddivise in quattro categorie:

    • operazioni di rifinanziamento principali, ovvero operazioni temporanee di immissione di liquidità, con frequenza e scadenza settimanale;
    • operazioni di rifinanziamento a più lungo termine, ossia operazioni temporanee finalizzate all’immissione di liquidità con frequenza mensile e, di norma, scadenza a tre mesi;
    • operazioni di regolazione puntuale (fine tuning) che, condotte senza una cadenza prestabilita, mirano a regolare la liquidità del mercato monetario e a controllare l’evoluzione dei tassi di interesse; in particolare, sono volte ad attenuare gli effetti di squilibri di liquidità imprevisti sui tassi di interesse;
    • operazioni strutturali, effettuate quando la BCE intende modificare la posizione strutturale di liquidità dell’Eurosistema nei confronti del settore finanziario (su base regolare o non regolare) ossia, ad esempio, l’ammontare di liquidità a più lungo termine presente nel mercato. Possono essere condotte mediante operazioni temporanee o definitive, oppure tramite l’emissione di certificati di debito della BCE.

    Operazioni attivabili su iniziativa delle controparti

    L’Eurosistema prevede inoltre operazioni attivabili su iniziativa delle controparti che sono finalizzate a immettere o assorbire liquidità overnight. I tassi di interesse applicati a queste operazioni costituiscono in genere un limite minimo e un limite massimo per il tasso di interesse overnight del mercato monetario.

    Si suddividono in due categorie:

    • operazioni di rifinanziamento marginale, con le quali le controparti (cioè istituzioni finanziarie come le banche) ottengono liquidità overnight dalle banche centrali nazionali, a fronte di attività idonee stanziate a garanzia;
    • operazioni di deposito, utilizzabili dalle controparti per costituire depositi overnight presso le banche centrali nazionali.

    Riserva obbligatoria

    Infine, l’Eurosistema impone agli enti creditizi di detenere riserve obbligatorie su conti accesi presso le banche centrali nazionali. La finalità del regime di riserva obbligatoria è stabilizzare i tassi di interesse del mercato monetario e creare (o ampliare) un fabbisogno strutturale di liquidità.

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